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Come affrontare il rientro a scuola dopo le vacanze

Per i bambini non è facile riprendere gli impegni quotidiani, la psicologa di Professione Zia consiglia come affrontare il rientro a scuola e superare le difficoltà

Affrontare il rientro a scuola dopo la lunga pausa delle vacanze estive può diventare problematico. Abituarsi a nuovi ritmi e orari, e ritrovare la concentrazione per affrontare tutti gli impegni e le attività scolastiche, è faticoso. In alcuni casi è stressante, perché mette alla prova la nostra capacità di adattamento al cambiamento. E i bambini non sono immuni da tutto ciò. Abbiamo chiesto alla nostra psicologa di fiducia qualche suggerimento per aiutare i nipoti ad affrontare il rientro a scuola.

Consigli su come affrontare il rientro a scuola
Riprendere i ritmi della quotidianità e gli impegni di sempre è difficile anche per i bambini. I consigli dell’esperta su come affrontare il rientro a scuola e i problemi che ne possono derivare

D: Nei bambini più piccoli quali sono i segnali che indicano una situazione di stress di fronte agli impegni li vedono protagonisti?

R: Spesso nei  bambini l’ansia si manifesta attraverso disturbi del sonno, come difficoltà ad addormentarsi e incubi notturni. Altri segnali sono le alterazioni del comportamento: maggiore irritabilità, agitazione o la continua richiesta di attenzioni. I bambini che affrontano per la prima volta il distacco dalla famiglia con l’inserimento al Nido o alla Scuola dell’Infanzia sono in una fase particolarmente delicata che coinvolge l’affettività, la conquista dell’autonomia e la costruzione delle relazioni con i coetanei e con altre figure di riferimento. Tutte dimensioni fondamentali per la crescita personale.

D: La famiglia, e anche noi zie, come può aiutare i bambini in questi momenti?

R: È compito fondamentale della famiglia favorire questi significativi passaggi di crescita accogliendo con pazienza, affetto e senza drammatizzare eventuali e solo apparenti “passi indietro” che il bambino può compiere. Potrebbero capitare episodi di pipì a letto, richieste di riavere il ciuccio da cui si erano già separati, fare più capricci del solito o altri comportamenti regressivi. Sappiamo che la crescita non è un processo lineare e che spesso i bambini hanno bisogno di questi ritorni a fasi o compiti di sviluppo già superati per ritrovare quelle sicurezze che gli permettono di fare nuovi salti evolutivi. Se invece il bambino rimane bloccato e i problemi permangono nel tempo è preferibile parlarne con le insegnanti e rivolgersi ad un esperto.

D: Anche i bambini più grandi e i ragazzi possono trovarsi in difficoltà nell’affrontare il rientro a scuola?

R: Certo, anche i bambini più grandi e i ragazzi possono vivere con ansia e nutrire qualche timore nell’affrontare il rientro a scuola. Si trovano di fronte un nuovo anno scolastico e delle nuove sfide, si ricomincia a studiare, ci sono le verifiche…e magari c’è anche qualche problema che si è già manifestato l’anno precedente. Per iniziare l’anno scolastico con serenità ed entusiasmo le “tre parole magiche” sono: tempo, fiducia e comprensione.

D: In che senso queste sono tre parole magiche?

R: Dietro queste tre parole si celano tre semplici e preziosi consigli:

1) Riabituarsi è questione di ritmo   

Il rientro a scuola andrebbe preparato alcune settimane prima della fine delle vacanze. Piano piano è necessario riabituarsi agli orari più adatti alla scuola. Questo significa: a letto prima la sera e sveglia prima la mattina. Aiutiamo bambini e ragazzi a ritrovare la giusta concentrazione, dedicando ogni giorno mezz’ora o un’ora a terminare gli ultimi compiti delle vacanze o a svolgere un piccolo ripasso. Ridursi all’ultimo momento per svolgere i compiti o svolgerli in un’unica maratona finale è sconsigliabile: inizierebbero la scuola già stanchi, svogliati e mal disposti. Se non siamo stati attenti a fargli riprendere a poco a poco i ritmi scolastici non pretendiamo che subito ingranino a pieno ritmo! Parola d’ordine: gradualità!

2) Trasmettere fiducia e incoraggiare

Bambini e ragazzi spesso si preoccupano pensando al carico di lavoro che li aspetta, del resto per gli adulti non è molto diverso, solo che al posto di riunioni e meeting aziendali ci sono lo studio, le verifiche, i voti. Tutte fonti di possibile ansia da prestazione. Bisogna infondere loro coraggio e rassicurazione, per esempio evidenziando gli aspetti positivi positivi e più leggeri della scuola, come rivedere gli amici e riscoprire quanto è divertente stare insieme. Trasmettiamo ai bimbi fiducia nella loro capacità di far fronte agli impegni e soprattutto di risolvere eventuali problemi, anche con l’aiuto degli insegnanti e della famiglia: non sono soli.

3) Comprensione e ascolto

Condividiamo con bambini e ragazzi il racconto delle nostre giornate. Le piccole fatiche che anche noi adulti affrontiamo sul lavoro possono diventare occasione per offrir loro un modello di come affrontare con responsabilità e soprattutto in modo sereno anche le disavventure. Manteniamo aperto il dialogo: parliamo con loro ma soprattutto ascoltiamoli. Solo così possiamo veramente comprenderli ed essere di sostegno alla loro crescita.

Care zie, se volete addolcire il ritorno alla quotidianità e agli impegni dei vostri nipoti, un piccolo pensiero può risollevare loro il morale! Consultate il post dedicato ai regali più gettonati per il rientro a scuola per qualche suggerimento 🙂

 


Dott.ssa Valentina Dei Vecchi
Quando un bambino fa i capricci– Psicologa a indirizzo Analitico-Transazionale, si è laureata in Psicologia, a indirizzo Neuropsicologico presso l’Università degli Studi di Trieste e ha frequentato la Scuola di Specializzazione in psicoterapia dell’IFREP di Mestre. Dal 2012 svolge la libera professione di consulenza psicologica rivolta a singoli e famiglie e dal 2014 collabora con il Centro Italiano Femminile. Offre inoltre consulenze di psicologia scolastica. Dopo averne approfondito la conoscenza presso il C.I.S.S.P.A.T di Padova, dal 2017 organizza anche laboratori di arte-terapia.

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